Trattamento delle intolleranze

Il riconoscimento e il trattamento delle intolleranze è il fulcro della risoluzione di molti problemi che possono condizionare la quotidianità: cattiva digestione,gonfiore addominale, diarree frequenti, stitichezza, difficoltà a perder peso.

Test citotossico

Che l'alimentazione potesse essere causa di malattie lo aveva capito già il padre della moderna medicina, Ippocrate. In effetti si era reso conto che "alcuni individui non tolleravano determinati alimenti che altri utilizzavano senza subire alcun danno". Queste osservazioni però caddero un pò nel vuoto e solo agli inizi del secolo scorso si formò negli USA un gruppo sempre più numeroso di medici che attribuiva grande importanza ai disturbi correlati con l'alimentazione dando vita così all'Ecologia Clinica. Dal 1905 agli anni 50 furono diversi i medici che pubblicizzarono questo approccio, da ricordare:
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 - Theron Randolph, il primo ad usare il termine di Ecologia Clinica nel suo libro FoodAllergy del 1951. Questo medico metteva in evidenza il concetto fondamentale che ci potesse essere una serie di fenomeni che non rientravano nel meccanismo tradizionale allergico-immunologico, con manifestazioni di assuefazione a sostanze comuni quali gli alimenti consumati giorno per giorno.
- Hare F.W. (1905): nel suo enorme lavoro in due volumi The foodfactor in Disease sostenne l'ipotesi che molte comuni malattie potessero essere causate dall'errata metabolizzazione degli zuccheri e dalla presenza di intolleranze alimentari.
- Shannon W.R. (1922): descrisse su riviste di pediatria alcuni casi di manifestazioni neuropatiche, iperattività, epilessia in bambini che presentavano intolleranze alimentari.
- Duke W.W. (1925): riportò le sue casistiche in casi di asma e rinite causate da alimenti non tollerati.
- Albert Rowe (1930): fu il primo ad adottare la dieta a rotazione ed eliminazione quali terapie per le intolleranze alimentari
- Nel 1945 l'ecologia clinica vide nascere una sua society e le sue teorie vennero divulgate anche in Europa, soprattutto in Gran Bretagna, ma anche in Australia. Da ricordare il medico australiano Richard Mackarness che mise in atto le teorie delle intolleranze con pazienti affetti da malattie nervose, ottenendo clamorosi risultati.
 
E oggi? Qual è la situazione riguardo alle intolleranze alimentari (e, soprattutto ai test diagnostici)? A leggere le cose su internet non si capisce il motivo di tanto interesse verso questi fenomeni. Parlando soprattutto dei metodi diagnostici si legge di tutto, l'appellativo forse più gentile è truffa. Nessuno dovrebbe fare questi test, ma tanti lo fanno e tanti stanno meglio. Badate bene, non stiamo parlando dei dimagrimento, stiamo parlando di varie sintomatologie che sono state affrontate e risolte con l'ausilio di questi test. Il discorso prettamente dietologico è altrettanto delicato quanto quello sintomatologico. Quante volte avrete sentito la frase "faccio il test perché una mia amica lo ha fatto ed è dimagrita 10 chili!". Niente di più sbagliato. Un'intolleranza correttamente diagnosticata e quindi trattata non fa dimagrire, almeno non è sufficiente fare questo. La mia esperienza a riguardo mi porta a dire che una dieta correttissima può non avere effetto in un individuo che presenta delle intolleranze alimentari. Ma come capirete il discorso è ben diverso. Parimenti chi non ha sentito il discorso "ci credo che dimagrisci, ti tolgono sempre carboidrati, latticini, non mangi più…." E anche questa cosa va smentita. Non è vero che si tolgono sempre quegli alimenti, si tolgono se risultano positivi e comunque vengono indicati alimenti alternativi che devono necessariamente evitare carenze nutrizionali al paziente. Il dimagrimento si ottiene grazie all'intolleranza (o meglio, alla sua rimozione) solo se viene seguita comunque una dieta corretta. Queste considerazioni ovviamente sono valide nel caso di test effettuati con serietà ed esperienza.
In ogni caso oggi i test citotossici permettono all'operatore debitamente preparato di raggiungere un accuratezza ed una ripetibilità tale da essere considerati tra i test più affidabili.
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